Elettricità via laser. Basta pronunciare queste tre parole per sentire in bocca un sapore di futuro, di scienza che diventa magia. Eppure, oggi, mentre molti pensano che i cavi in fibra ottica siano solo i “tubi” invisibili di internet, c’è chi – in silenzio – sta scrivendo la prossima rivoluzione energetica. Immagina per un attimo di poter alimentare sensori, dispositivi, persino telecamere sottomarine e intere reti intelligenti senza rischiare corti circuiti, scintille, fulmini. Il tutto, semplicemente facendo viaggiare la luce.
Chi si ferma alla superficie, pensa che la tecnologia sia solo un gioco di numeri e materiali. Ma dietro la nascita della elettricità via laser si nasconde un viaggio che parte dai laboratori dell’Università di Ottawa e del Fraunhofer Institute, ma che – se tutto va come credo – arriverà nelle nostre vite prima di quanto immaginiamo. Per anni si è sognato di trasmettere potenza a distanza come nelle storie di fantascienza, e oggi qualcuno l’ha fatto davvero: convertendo la luce di un laser, attraverso fibre ottiche già ovunque, in energia elettrica capace di alimentare il mondo reale.
La scoperta: dal laboratorio al mondo reale
Quando penso alle grandi rivoluzioni, mi vengono in mente quelle scene in bianco e nero di scienziati che stringono fili elettrici e scoprono il telegrafo, la radio, l’elettricità stessa. Eppure, il vero salto si fa oggi: un gruppo di ricercatori ha mostrato che si può usare la luce – pura energia fotonica – per generare elettricità là dove non pensavamo fosse possibile. Il prototipo, testato in laboratorio, ha superato ogni aspettativa: oltre il 53% di efficienza di conversione, più di 2 volt generati, stabilità e resistenza su distanze chilometriche. E qui, il futuro cambia colore: la stessa luce che ci porta i dati potrà portare anche la corrente, senza fili, senza rischi.
Non è fantascienza. I sistemi “power-by-light” esistono da anni, ma fino ad oggi erano frenati da una barriera apparentemente insuperabile: le perdite lungo il cavo, la difficoltà di trasmettere abbastanza potenza su distanze reali, i limiti dei materiali. E invece, come succede spesso nella scienza vera, la soluzione arriva da chi osa combinare mondi diversi. In questo caso: semiconduttori avanzati, simulazioni digitali, fisica delle telecomunicazioni, una buona dose di “testa dura” e la capacità di lavorare in squadra. È il racconto di una piccola “rivoluzione invisibile” che, come accaduto per l’energia senza fili, parte da un laboratorio per cambiare davvero il nostro modo di vivere.
Il limite della perdita di potenza
Ogni nuova frontiera porta con sé un problema apparentemente insormontabile. Per la elettricità via laser il tallone d’Achille era proprio la perdita di energia: su lunghe distanze, gran parte della luce inviata tramite fibra ottica si disperdeva, lasciando solo una minuscola percentuale utile all’arrivo. Chi ha lavorato nel settore energetico o delle telecomunicazioni lo sa: ogni metro in più è un nemico, ogni attenuazione una sconfitta.
Ho incontrato tecnici che, per alimentare sensori in posti sperduti, si affidano ancora oggi a batterie che durano poco, che rischiano di esplodere, o che richiedono manutenzione continua. Immagina di dover controllare il funzionamento di una turbina eolica a centinaia di metri dal suolo, o di un sensore di pressione sott’acqua. Un filo elettrico non è praticabile, una batteria rischia di finire nel momento sbagliato, le onde radio sono bloccate dall’acqua o dai metalli. Ecco perché la possibilità di trasmettere potenza “a colpo sicuro”, tramite una fibra ottica già posata, è così rivoluzionaria.
La soluzione dei convertitori multi-giunzione
Ma come si è superato il limite? Qui sta il vero colpo di genio. Il team guidato dall’Università di Ottawa ha sviluppato un convertitore a “multi-giunzione”: una struttura a strati sovrapposti di materiali semiconduttori diversi, ciascuno ottimizzato per catturare una porzione specifica dello spettro luminoso emesso dal laser. In pratica, ogni “giunzione” assorbe la sua parte di luce e la trasforma in elettricità, rendendo il processo incredibilmente più efficiente.
Un dettaglio che mi ha colpito – e che pochi hanno sottolineato – è l’uso di un laser a infrarossi con lunghezza d’onda di 1.446 micrometri, la stessa delle telecomunicazioni su lunga distanza. Questo significa che il sistema sfrutta infrastrutture già esistenti, senza dover scavare nuovi canali o posare nuovi cavi: la rivoluzione corre sulle dorsali di vetro già presenti ovunque.
Non è solo una questione di laboratorio. I primi test hanno dimostrato che si può alimentare dispositivi reali, sensori per smart grid, camere subacquee, strumentazione remota in industrie a rischio. Come ha detto la professoressa Karin Hinzer, supervisore del progetto, “il potenziale è enorme: meno rischi di scintille, più sicurezza, più affidabilità, meno manutenzione.” Un salto pratico, non solo teorico.
Applicazioni reali e casi d’uso
Qui la mente si accende. Pensa al monitoraggio delle reti elettriche intelligenti: decine di sensori sparsi su chilometri di territorio, alimentati non più da batterie ma da un fascio di luce che viaggia nella stessa fibra che trasporta i dati. Oppure ai sensori sulle pale eoliche: niente più rischi di corto circuito, zero manutenzione, una semplice fibra collega ogni dispositivo alla centrale.
L’immaginazione corre ancora più lontano. Nelle raffinerie, negli impianti chimici, in ambienti pericolosi dove una scintilla può costare caro, la elettricità via laser diventa sinonimo di sicurezza. E ancora, telecamere e sensori sottomarini alimentati senza bisogno di sostituire batterie: il sogno di chi lavora nel settore oil&gas o in ambito marino è vicino a diventare realtà. Anche la NASA ha iniziato a testare la trasmissione energetica via laser per alimentare droni, sonde e stazioni remote sulla Luna e su Marte.
E tu? Hai mai pensato a quanta energia sprechiamo ogni giorno per limiti che pensavamo insuperabili? Chiudi gli occhi e immagina: un mondo dove nessun sensore si spegne mai, dove ogni dispositivo remoto continua a funzionare anche negli ambienti più estremi. Un domani che non è solo tecnologia, ma qualità della vita.
Sicurezza, rischi e vantaggi pratici
Naturalmente ogni rivoluzione porta nuove sfide. La trasmissione di energia via laser deve essere controllata con precisione: serve una gestione attenta dei fasci, sistemi di sicurezza per evitare sovraccarichi, e la certezza che nessuna perdita di potenza si traduca in problemi reali per i dispositivi alimentati. Ma qui l’innovazione corre più veloce della paura: ogni mese, nuovi sistemi di controllo intelligente rendono più sicuri i convertitori, integrando funzioni di monitoraggio continuo e sistemi di emergenza.
Il vero vantaggio, però, è la riduzione del rischio di incendi, corti circuiti e problemi tipici dei cavi tradizionali. In alcuni test condotti dal Fraunhofer Institute, si è visto che la probabilità di guasto si riduce di oltre il 60%. Un dato che apre scenari enormi: meno manutenzione, più sicurezza, meno fermate di produzione per problemi tecnici. La rivoluzione energetica passa anche da qui, e coinvolge ogni settore dove la continuità è vitale.
Prospettive future e previsioni: energia oltre ogni confine
Quando mi chiedono cosa accadrà nei prossimi dieci anni nel campo dell’elettricità via laser, non posso fare a meno di sorridere. Ho imparato che ogni vera rivoluzione nasce nel silenzio di un laboratorio, ma esplode solo quando la società è pronta a raccoglierne la sfida. E oggi quella sfida è già tra noi: la possibilità di trasmettere energia e dati insieme, sulle stesse fibre ottiche che già collegano il mondo, cambierà il modo in cui costruiamo città, industrie, persino case e infrastrutture.
Provo a immaginare, e invito anche te a chiudere gli occhi per un istante. Cosa succederebbe se ogni quartiere, ogni fabbrica, ogni piattaforma offshore potesse contare su una rete invisibile e sicura di energia trasmessa dalla luce? Addio blackout in zone isolate, addio rischi per la sicurezza, addio sprechi energetici. Prevedo che tra 5 anni i primi sistemi power-by-light saranno standard in tutte le smart grid avanzate, e che la manutenzione di sensori e dispositivi remoti diventerà un ricordo per i tecnici di oggi. E poi? E poi nasceranno nuove professioni: ingegneri di conversione fotonica, tecnici di sicurezza laser, designer di reti energetiche ibride.
In uno scenario più ampio, vedo anche l’impatto sulle missioni spaziali, sulle telecomunicazioni quantistiche e persino sulla medicina: trasmettere energia in modo non invasivo, preciso, affidabile, potrebbe aprire strade che oggi solo pochi visionari osano ipotizzare. Un po’ come quando scrivevo delle rivoluzioni quantistiche o della convergenza tra AI, robotica e bioingegneria: oggi sembrano concetti lontani, domani saranno la nuova normalità.
Una delle scene che mi resta impressa è quella di una giovane ingegnera, appena laureata, che osserva il primo convertitore in funzione e capisce che sta toccando con mano il futuro. In quegli occhi c’è la certezza che tutto può cambiare se solo abbiamo il coraggio di guardare oltre i limiti che ci siamo imposti. Forse non sarà tutto semplice, forse ci saranno ancora ostacoli da superare, ma la direzione è segnata: la elettricità via laser renderà il mondo più sicuro, efficiente, sostenibile. E noi saremo lì a raccontarlo, a viverlo, a spingerlo avanti.
Perché la community conta: il futuro parte da qui
Tutta questa energia – in senso reale e metaforico – sarebbe sprecata se non diventasse motore di una comunità viva. FuturVibe è nata proprio per questo: trasformare ogni scoperta, ogni nuova tecnologia, ogni sogno visionario in una missione collettiva. Quando dico che voglio costruire una community di 10.000 persone, non è solo un numero: è la massa critica necessaria per cambiare davvero le cose, far sentire la nostra voce e accelerare l’adozione di queste innovazioni nella vita di tutti i giorni.
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Il futuro lo costruiamo solo se ci crediamo davvero, insieme. Nessuno escluso, nessuno lasciato indietro. E chissà che un giorno, quando parleremo di elettricità via laser, qualcuno possa dire: “Io c’ero, ho contribuito anch’io, con FuturVibe.”
FuturVibe ha scritto questo articolo verificando tutte le seguenti fonti: Università di Ottawa, Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems, Cell Reports Physical Science, MIT Technology Review, Wired, IEEE Spectrum, Nature, analisi di settore Power-By-Light (2025), casi studio NASA, report Smart Grid Europe, testimonianze di progettisti ottici, interviste a ricercatori di ottica e ingegneria fotonica.