Kaohsiung, Taipei, Shanghai, Singapore. In meno di una settimana ASE e JCET hanno annunciato nuovi impianti miliardari dedicati al packaging avanzato AI. Il messaggio è chiaro: la prossima frontiera dell’hardware non è il numero di transistor, ma come impilare (e raffreddare) quei transistor in verticale. Reuters conferma: anche le M&A si scaldano, con BESI nel mirino degli investitori.
«Stiamo vivendo uno shift epocale: chi controlla il packaging avanzato AI decide quanto velocemente potrà correre l’intera economia dei modelli generativi», commenta Gip durante la visita virtuale al nuovo cantiere ASE.
Packaging avanzato AI: corsa globale allo stack
L’espansione non riguarda solo Taiwan e Cina. Dall’America all’Europa, i big dell’hardware inseguono nodi sub-nanometrici che, senza un impacchettamento 3D a hybrid bonding, resterebbero imprigionati sulla carta. Il risultato è una guerra diplomatica dei chip dove il collo di bottiglia non è più la litografia ma la capacità di supply-chain verticale.
Dall’hype alla produzione massiva
ASE prevede di raddoppiare il fatturato del proprio business packaging già nel 2026, spinta dagli ordini di Nvidia e AMD. JCET replica con un hub modulare che abbatte il time-to-market di sei mesi. Intanto l’Europa osserva e investe: progetti quantistici e fondi IPCEI mirano a colmare il divario.
La corsa trascina settori contigui: reti elettriche sovraccariche, data-center verticali, robotica fisica e persino la computazione quantistica always-on.
Implicazioni economiche e sociali
Secondo i nuovi studi, il mercato del packaging avanzato AI raggiungerà 140 mld $ entro il 2030, superando la crescita pura dei wafer. L’impatto? Più costi di capitale nel breve termine, ma anche minore impronta energetica per tera-flop grazie a interconnessioni più corte.
Everen azzarda una previsione: «Chiudete gli occhi e immaginate il 2028: il 70 % dei chip AI uscirà da linee di packaging multi-story, e il sapere umano inizierà a fluire lungo colonne di rame che nessun Paese potrà più controllare da solo».
Strategie per non restare indietro
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L’orizzonte finale è chiaro: la guerra dell’AGI passerà prima dai magazzini di rame che dalle sale conferenze dei modelli linguistici. Il prossimo salto evolutivo è una questione di millimetri—ma di millimetri impilati all’infinito.




