AlphaProteo: l’AI non si limita più a capire le proteine, comincia a inventarle

Nel settembre 2024 Google DeepMind ha presentato AlphaProteo, un sistema di AI progettato per creare da zero proteine “binder” capaci di attaccarsi con alta affinità a bersagli biologici specifici. Non si tratta di prevedere la struttura di una proteina già esistente, come ha reso celebre AlphaFold: qui il modello genera nuove sequenze con una funzione desiderata e le sottopone poi a verifica sperimentale. DeepMind ha riportato risultati su sette bersagli biologici, compresi PD-L1, IL-17A, TrkA, VEGF-A e proteine virali, con tassi di successo sperimentale molto superiori a metodi precedenti in diversi test. Il limite è altrettanto importante: non tutti i bersagli hanno funzionato e un binder che si lega bene non è automaticamente un farmaco sicuro o efficace. Ma il cambio di paradigma è enorme. Nei prossimi 2–3 anni la progettazione proteica potrebbe diventare un passaggio standard nei laboratori AI; in circa dieci anni potremmo vedere piattaforme che generano molecole biologiche su richiesta, trasformando parte della ricerca farmaceutica da esplorazione casuale a ingegneria computazionale.
